{"id":392,"date":"2012-04-01T14:58:59","date_gmt":"2012-04-01T12:58:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/?p=392"},"modified":"2012-04-24T16:28:29","modified_gmt":"2012-04-24T14:28:29","slug":"porto-venere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/?p=392","title":{"rendered":"PORTO VENERE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/p-v-pan.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"323\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"10\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi ultimi anni la nostra gita primaverile \u00e8 sempre stata dedicata alle Cinque Terre i cui sentieri abbiamo man mano percorso.<br \/>\nCi resta un ultimo tratto quello nei dintorni di Porto Venere.<br \/>\nPorto Venere \u00e8 un antica citt\u00e0 abitata fin dal VI secolo a.C. prima da popolazioni Liguri e poi dai Romani che ne fecero un borgo importate tra Sestri Levante e Luni.<br \/>\nNon va dimenticato che fu un grande porto, ben riparato dalla vicina isola della Palmaria, tanto che divenne sede della flotta Bizantina.<br \/>\nFu in seguito conquistata (e distrutta) dai Longobardi, ricostruita dai <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/DSCN2820.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"195\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>monaci e da signorotti locali fino ad entrare nel XII secolo sotto l\u2019influenza dei Genovesi che ne fecero uno dei loro baluardi ad est.<br \/>\nLa citt\u00e0 conserva tracce di tutti questi periodi e gi\u00e0 da sola pu\u00f2 soddisfare un turista.<br \/>\nNoi come \u201camici della montagna\u201d desideriamo sottolineare alcune particolarit\u00e0 che ci sono pi\u00f9 congeniali: i sentieri che da qua si diramano o che percorrono la grande isola che la difende dal mare: la Palmaria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SENTIERI DELL\u2019ISOLA PALMARIA<br \/>\nL\u2019isola \u00e8 stata abitata fin dal Neolitico e ne sono state trovate tracce nella grotta dei Colombi.<br \/>\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/DSCN2827.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"195\" align=\"left\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>Conserva ancora tratti selvaggi e punti panoramici incomparabili (considerati i migliori di tutta la Liguria) soprattutto sulla falesia posta a sud-ovest, con vista anche sulle isole del Tino e del Tinetto (che non sono visitabili)<br \/>\nI sentieri che la percorrono a volte lungo la costa ma spesso in alto sulla falesia, consentono di vedere e visitare cale e calette incantevoli (si potrebbe anche fare il bagno), fortificazioni e punti di osservazioni: il Forte Cavour (zona militare non visitabile), il Forte Umberto I (sede di un centro Culturale della provincia), la Batteria Semaforo e la Torre Scola, punti di avvistamento gi\u00e0 della Repubblica Genovese ed ora utilizzate dal centro meteorologico.<br \/>\nLungo i sentieri si pu\u00f2 vedere come la vegetazione reagisce agli incendi (anche recenti) ripopolando con essenze termofile le zone percorse dal fuoco e, nei punti pi\u00f9 selvaggi si possono trovare oltre a capperi ed ulivi selvatici anche piante residuo dell\u2019era terziaria come l\u2019euforbia arborea.<br \/>\nL\u2019intero percorso occupa circa tre ore con un dislivello di circa 200 metri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SENTIERO DA RIOMAGGIORE A PORTOVENERE<br \/>\nIl collegamento con il tratto percorso l\u2019anno scorso non \u00e8 dei pi\u00f9 agevoli: si devono infatti abbandonare i sentieri lungo la costa per affrontare il cos\u00ec detto \u201cSentiero Alto\u201d (o dei santuari).<br \/>\nStoricamente questa via \u00e8 antichissima, tracciata e percorsa fin dall\u2019et\u00e0 del Bronzo (1800-900 a.C.), fu usata anche dai Romani che la potenziarono e presidiarono con stazioni di servizio (cambio cavalli, alloggio e ristoro) fin dal 155 a.C.<br \/>\nDopo aver raggiunto in treno da La Spezia il centro di Riomaggiore saliremo al santuario della Madonna di Montenero lungo uno dei sentieri che attraversano i terrazzamenti, gli orti e i vigneti delle Cinque Terre.<br \/>\nDa qua percorreremo l\u2019antica via passando il Telegrafo (punto di congiunzione con la strada che saliva direttamente da la Spezia), attraverseremo poi Campiglia, e un lungo un tratto panoramico a mezza costa con vista sulle falesie del Muzzerone e delle isole e <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.usvs.bergamo.it\/scigam\/wp-content\/uploads\/2012\/04\/DSCN2836.jpg\" alt=\"\" width=\"260\" height=\"195\" align=\"right\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" \/>della chiesa di San Pietro.<br \/>\nFinalmente in vista di Porto Venere ridiscenderemo al mare attraverso terrazzamenti coltivati a vite ed ulivi.<br \/>\nIl percorso \u00e8 molto interessante per la geologia (numerosi tipi di rocce affioranti ricche di colori e di fossili), per la flora (boschi di castagno e di pini di Aleppo, piante rare e numerosi arbusti di mirto, la pianta sacra a Venere) e per la fauna (rari uccelli autoctoni).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questi ultimi anni la nostra gita primaverile \u00e8 sempre stata dedicata alle Cinque Terre i cui sentieri abbiamo man mano percorso. 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