PORTO VENERE

In questi ultimi anni la nostra gita primaverile è sempre stata dedicata alle Cinque Terre i cui sentieri abbiamo man mano percorso.
Ci resta un ultimo tratto quello nei dintorni di Porto Venere.
Porto Venere è un antica città abitata fin dal VI secolo a.C. prima da popolazioni Liguri e poi dai Romani che ne fecero un borgo importate tra Sestri Levante e Luni.
Non va dimenticato che fu un grande porto, ben riparato dalla vicina isola della Palmaria, tanto che divenne sede della flotta Bizantina.
Fu in seguito conquistata (e distrutta) dai Longobardi, ricostruita dai monaci e da signorotti locali fino ad entrare nel XII secolo sotto l’influenza dei Genovesi che ne fecero uno dei loro baluardi ad est.
La città conserva tracce di tutti questi periodi e già da sola può soddisfare un turista.
Noi come “amici della montagna” desideriamo sottolineare alcune particolarità che ci sono più congeniali: i sentieri che da qua si diramano o che percorrono la grande isola che la difende dal mare: la Palmaria

SENTIERI DELL’ISOLA PALMARIA
L’isola è stata abitata fin dal Neolitico e ne sono state trovate tracce nella grotta dei Colombi.
Conserva ancora tratti selvaggi e punti panoramici incomparabili (considerati i migliori di tutta la Liguria) soprattutto sulla falesia posta a sud-ovest, con vista anche sulle isole del Tino e del Tinetto (che non sono visitabili)
I sentieri che la percorrono a volte lungo la costa ma spesso in alto sulla falesia, consentono di vedere e visitare cale e calette incantevoli (si potrebbe anche fare il bagno), fortificazioni e punti di osservazioni: il Forte Cavour (zona militare non visitabile), il Forte Umberto I (sede di un centro Culturale della provincia), la Batteria Semaforo e la Torre Scola, punti di avvistamento già della Repubblica Genovese ed ora utilizzate dal centro meteorologico.
Lungo i sentieri si può vedere come la vegetazione reagisce agli incendi (anche recenti) ripopolando con essenze termofile le zone percorse dal fuoco e, nei punti più selvaggi si possono trovare oltre a capperi ed ulivi selvatici anche piante residuo dell’era terziaria come l’euforbia arborea.
L’intero percorso occupa circa tre ore con un dislivello di circa 200 metri.

SENTIERO DA RIOMAGGIORE A PORTOVENERE
Il collegamento con il tratto percorso l’anno scorso non è dei più agevoli: si devono infatti abbandonare i sentieri lungo la costa per affrontare il così detto “Sentiero Alto” (o dei santuari).
Storicamente questa via è antichissima, tracciata e percorsa fin dall’età del Bronzo (1800-900 a.C.), fu usata anche dai Romani che la potenziarono e presidiarono con stazioni di servizio (cambio cavalli, alloggio e ristoro) fin dal 155 a.C.
Dopo aver raggiunto in treno da La Spezia il centro di Riomaggiore saliremo al santuario della Madonna di Montenero lungo uno dei sentieri che attraversano i terrazzamenti, gli orti e i vigneti delle Cinque Terre.
Da qua percorreremo l’antica via passando il Telegrafo (punto di congiunzione con la strada che saliva direttamente da la Spezia), attraverseremo poi Campiglia, e un lungo un tratto panoramico a mezza costa con vista sulle falesie del Muzzerone e delle isole e della chiesa di San Pietro.
Finalmente in vista di Porto Venere ridiscenderemo al mare attraverso terrazzamenti coltivati a vite ed ulivi.
Il percorso è molto interessante per la geologia (numerosi tipi di rocce affioranti ricche di colori e di fossili), per la flora (boschi di castagno e di pini di Aleppo, piante rare e numerosi arbusti di mirto, la pianta sacra a Venere) e per la fauna (rari uccelli autoctoni).

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